Tassazione sulle opzioni binarie

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Il mercato delle opzioni binarie è un mercato molto vasto e all’interno del quale circola molto denaro. La sua rapida diffusione negli ultimi anni è dovuta anche e soprattutto alle sue alte potenzialità di guadagno e alla sua estrema semplicità di utilizzo. Le opzioni binarie sono uno strumento finanziario aperto a qualunque persona appartenente a qualsiasi ceto sociale e di qualsiasi età, basti pensare che per iniziare a chiudere operazioni è necessario solo un computer con una connessione ad internet ed il gioco è fatto.

Le tassazioni nelle opzioni binarie

Appurato questo, ci sono molti appassionati che prendono il trading binario come un passa tempo o un attività per arrotondare a fine mese, mentre ci sono trader esperti che ne fanno un vero e proprio lavoro con orari ben precisi e stipendi mensili. La questione a questo punto è se profitti tramite operazioni con le opzioni binarie, devono essere o meno dichiarati allo stato, la risposta a questo quesito è sì, ma dipende anche dal tipo di profitto che si ricava e tramite quale società di trading si faccia da tramite. In linea di massima tutti coloro che usano le opzioni binarie come hobby o come arrotondamento, senza ottenere cifre che superano una certa soglia definita, possono essere esentati dalla tassazione, mentre tutti quei trader che superano quella determinata soglia, dovranno versare i contributi allo stato tramite il modello unico, inserendo nella casella l’ammontare del profitto dell’anno precedente.

Le modalità

Chiaramente per eseguire questa operazione è necessario che il broker abbia la licenza Consob e sia registrato presso la banca d’Italia. Bisogna specificare che tutte le operazioni di trading online fiscalmente possono rientrare in due diversi tipologie di regimi, che però prevedono comunque la modalità di dichiarazione di redditi, ma con metodologie differenti tra loro. Il primo caso è quello del regime dichiarativo all’interno del quale il trader ha l’obbligo di provvedere da solo alla risoluzione delle imposte sui profitti ottenuti tramite le attività di trading online svolte, dovendo specificare necessariamente la somma precisa dell’ammontare della cifra, come in una normale dichiarazione dei redditi per il pagamento delle tasse. Il secondo caso invece prevede che la dichiarazione venga compilata automaticamente ogni qual volta che il trader otterrà un profitto, sarà proprio il broker stesso a trattenere la cifra prevista dalla tassazione e rigirarla allo stato. In questo specifico caso il trader non dovrà preoccuparsi di compilare nessun modulo perché è la società di trading online che se ne assume il compito.

Il discorso della tassazione è spesso messo in secondo piano, ma è molto importante per avere un quadro completo finanziario dell’attività che un trader svolge quando il trading diventa un vero e proprio lavoro e come detto in precedenza, in un mercato in cui circola così tanto denaro, è inevitabile che ci siano delle imposte da versare allo stato, per non sfociare nell’illegalità.

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