Stop ai test sugli animali per i cosmetici

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Finalmente buone notizie: dall’11 marzo scatterà lo stop ai test sugli animali per i cosmetici. In tutti i Paesi dell’Unione europea, si potranno produrre e vendere solo prodotti cruelty-free. Il divieto comprende anche i prodotti per l’igiene personale e di bellezza, come saponi e dentifrici. Ma già dal marzo 2009, in europa, era vietato testare sugli animali ingredienti cosmetici e commercializzare prodotti che contengono ingredienti testati su animali, in paesi extra europei. Ma c’erano ancora 5 test che resistevano ai divieti: tossicità per uso ripetuto, inclusi sensibilizzazione cutanea e cancerogenicità, tossicità riproduttiva, e tossicocinetica. Dall’ 11 marzo, il dvieto sarà allargato anche a questi test, portando a compimento quel lungo e  graduale processo iniziato 20 anni fa. Non importerà più dove la sperimentazione animale sarà stata condotta, se in Europa o se all’estero: in entrambi i casi, i prodotti testati saranno vietati alla vendita in Europa. Le aziende europee che producono cosmetici, potranno utilizzare banche dati, test in vitro e prove della fase finale su soggetti umani. La giappone Shiseido (famoso marchio giapponese) abolisce ufficialmente le sperimentazioni sugli animali, per tutti i suoi prodotti che verranno sviluppati a partire da aprile, sia nei laboratori nazionali che esteri. Grazie a questo divieto in europa, molte altre marche dovrebbero seguirne l’esempio. Ma purtroppo, sta accadendo qualcosa di inimmaginabile che sta disegnando nuovi inquietanti scenari: marche che erano diventate cruelty free già da alcuni anni, stanno riprendendo la sperimentazione animale. Perchè? Il governo cinese richiede obbligatoriamente che i prodotti di bellezza venduti nel proprio paese, siano stati sperimentati su animali. E il mercato cinese, si sa, è in continua espansione e il suo enorme bacino di clienti, attira aziende da tutto il mondo. Cosi Yves Rocher, L’Occitane, Estée Lauder, Mary Kaye Avon hanno ripreso le sperimentazioni sugli animali in Cina.
Tornando all’Italia, la LAV (Lega antivivisezione) festeggerà l’11 marzo questo importante traguardo europeo, con una manifestazione a Roma a piazza del Pantheon. Per l’occasione la LAV avrebbe anche chiesto al ministro Balduzzi di revocare le autorizzazioni concesse alla Menarini per effettuare esperimenti senza anestesia, su per 8 cani beagle in arrivo dal Belgio. Ma sembrerebbe che la Menarini abbia rinunciato a prendere in consegna gli otto beagle, preferendo affidarli a privati. In questo caso però si tratta di un iter obbligatorio, perchè si tratta di commercializzare ingredienti e prodotti farmaceutici. La decisione della Menarini quindi, va vista nel tentativo di stemperare le proteste degli attivisti, davanti alla sua sede di Pomezia e di aprire un dialogo. Si spera infatti che anche altri settori, oltre a quelli cosmetici, seguano l’esempio dello stop agli esperimenti animali. Nel campo farmaceutico, si potrebbe iniziare lo stesso percorso fatto con la cosmetica, cominciando per esempio con l’eliminare molti test che sono inutili, come denunciato da più parti. Contemporaneamente si dovranno trovare vie alternative alla sperimentazione animale.

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