Sede hub banco di Napoli

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Una collaborazione forse non inedita, ma certamente importante, è quella fra il Banco di Napoli (gruppo Intesa San Paolo) e la storica Università Federico II, una fra le più antiche e sempre all’avanguardia.

In particolare parliamo di start up, che, lo sappiamo, rappresentano oramai il futuro dell’imprenditoria. L’abbiamo imparato dagli americani, ma ora anche in Italia le start up iniziano a fioccare dappertutto. Ed è proprio la Campania, nello specifico Napoli, il luogo in cui, in particolare le start up sono maggiormente supportate, il Banco di Napoli soprattutto fa da anni un lavoro molto importante in questo senso. Tanto per fare un esempio pratico, solo nell’ultimo anno il Banco di Napoli ha speso 18 milioni nel finanziamento di start up e creato 21 matching, ovvero collegamenti tra start up locali e imprese internazionali. Sono inoltre 7 i Digital Day proposti dal Banco, al fine di formare i neoimprenditori. Questo solo per dire quanto il Banco di Napoli sia coinvolto nel supporto delle start up.

In questo ambito s’inserisce l’hub creato dal Banco di Napoli in collaborazione con la Federico II, al fine di creare un ponte tra le innovazioni tecnologiche provenienti da un bacino quanto mai prolifico quale quello dell’antica università e il mondo delle imprese, per far sì che queste nuove tecnologie non si perdano nel marasma di tutte le altre, avendo a disposizione una spinta verso il successo meritata sin da subito.

L’Hub è stato presentato solo poche settimane fa dal direttore generale del Banco di Napoli Francesco Guido, il quale dirige anche l’insieme delle filiali regionali del gruppo Intesa San Paolo, e dal direttore scientifico iOS Developer Academy dell’Università Federico II, Giorgio Ventre. Si tratta di una presentazione che giunge solo alla fine di un percorso continuo durato mesi, che rappresenta la concretizzazione di una nuova visione che metta insieme un set di servizi concreti al fine di supportare nel migliore dei modi le start up e le PMI del Mezzogiorno.

Solo per fare qualche esempio, nel mese di aprile, nell’ambito dell’Innovation Village di Napoli, c’è stato un primo tentativo di matching tra start up create da studenti dell’Università Federico II e imprese clienti del Banco di Napoli.

Nel mese di maggio, sempre nell’ambito dell’Innovation Village di Napoli, si è svolta la convention, durata due giorni, Napoli Sharing Innovation, organizzata dal Banco di Napoli stesso con la collaborazione della Federico II. Tale convention si è concentrata principalmente sulle sfide di quella che è stata definita Industria 4.0, ovvero l’industria nell’era digitale. In particolare, grazie all’intervento di Calenda, si è discusso di nuovi prodotti, asset, processi, e dei mercati offerti dalle nuove tecnologie.

Nei prossimi mesi poi sono programmate ulteriori discussioni, o per meglio dire, degli workshop dedicati alle imprese clienti del Banco di Napoli, in cui quest’ultimo chiederà agli imprenditori informazioni utili alle start up per cominciare: come ad esempio, cosa può aiutare a sviluppare un business, come essere più competitivi, come districarsi tra le soluzioni innovative a disposizione pur restando fedeli al territorio. Insomma, tutto ciò che c’è da sapere affinché una start up possa emergere nel nuovo panorama industriale nazionale.

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