Se lo Stato emettesse denaro il potere d’acquisto resterebbe invariato

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Sapete cos’è l’inflazione? Si tratta di un aumento dei prezzi di beni e servizi, che genera una diminuzione del potere d’acquisto della moneta. Se provate a dire a qualcuno, che per risolvere molti problemi, come per esempio quello del debito pubblico, basterebbe che “lo Stato emettesse moneta”, molto probabilmente, vi risponderà “se lo Stato emettesse moneta si creerebbe inflazione!”.
Forse non si è accorto che l’inflazione c’è già e lo Stato non emette mica moneta, ma se la fa prestare. Ed è questo il motivo per cui a  un sistema perennemente inflazionario, corrisponde un potere d’acquisto in lenta, ma costante diminuzione. Se invece lo Stato emettesse moneta, il potere d’acquisto rimarrebbe invariato.
Quando parlo di Stato che emette moneta, non dico che lo Stato lancerà dalla finestra, banconote da 500 euro per strada. La moneta viene immessa aumentando salari, stipendi e pensioni. I prezzi dei beni aumenterebbero (inflazione) velocemente, perché i cittadini acquisterebbero di più e chi vende, vedrebbe aumentare la domanda. Oggi comprerei a 200, quello che ieri compravo a 100, ma anche il mio stipendio sarebbe raddoppiato.  Alla luce di quanto scritto, dove sarebbe il problema di uno Stato che emette denaro?
Ad oggi sono le banche centrali (private) a immettere liquidità e si crea inflazione, senza che corrisponda un aumento delle retribuzioni. Perchè? Lo Stato per creare liquidità, vende i suoi titoli, che sono perlopiù acquistati dalle banche private. Vendere titoli vuol dire farsi prestar denaro, in cambio di una promessa di restituirlo con gli interessi. E sono proprio questi interessi a creare l’inflazione, senza che corrisponda un aumento di stipendi e pensioni, perchè il denaro da restituire, resta in circolazione ma non è contabilizzato. Se lo Stato si fa prestare 200, con un interesse del 5%, metterebbe in circolazione 190 e per evitare il fenomeno della rarefazione monetaria, emetterebbe altri titoli del valore di 10. In circolazione ci sarebbero 210, ma lo Stato ne contabilizzerebbe solo 200 (di conseguenza anche stipendi e pensioni rimarrebbero invariati), perché gli altri 10 sono in possesso di banchieri privati, che detengono i titoli di stato. I prezzi dei beni tenderebbero ad aumentare del 5% e quindi diminuirebbe il potere d’acquisto della moneta. Cioè si sarà creata inflazione! Ed è quello che avviene oggi, dove con la vendita dei titoli di Stato, all’inflazione che aumenta, non corrisponde un aumento di stipendi e pensioni, perché lo Stato non contabilizza l’interesse che deve alla Banca, quindi circola più moneta, i prezzi aumentano ma gli stipendi e le pensioni no. Se invece fosse lo Stato ad emettere moneta, all’ inflazione corrisponderebbe anche un aumento delle retribuzioni e quindi il potere d’acquisto rimarrebbe invariato. Le banche, generando inflazione, causano un aumento dei prezzi ed hanno il vantaggio di aver creato moneta dal nulla. Quando invece le banche ci portano verso la deflazione, generano insolvenza ed una fase di recessione economica, traendo il vantaggio di appropriarsi di beni reali (aziende, case, terreni) messi come ipoteca o garanzia a fronte del debito contratto e divenuto insoluto. Come a dire che il banco (la banca) vince sempre. Tutto questo scenario non accadrebbe se la sovranità monetaria fosse un potere gestito dallo Stato.

3 commenti

  • Buongiorno , bell articolo. Non ho capito una cosa però . In che senso lo stato ne contabilizza solo 200? E non contabilizza gli interessi ??

    • Belle parole. Concordo con quasi tutto e rinirazgo per le risposte date.Si fa bene a sottolineare che alla Cina interessa una crescita reale economica e geopolitica, le variabili finanziari e contabili non sono l’obiettivo: la svalutazione delle riserve in dollari e8 cosa scontata e non e8 un problema, e8 la semplice e attesa conseguenza (un piccolo effeto collaterale) di una precisa strategia cinese per il raggiungimento dello sviluppo economico e del un potere geopolitico.Concordo perfettamente anche sul fatto che la Cina prosegue su una strada precisa in cui il controllo dell’economia e8 forte e presente e continuere0 ad esserlo. Diretta conseguenza di questo e8 la volonte0 di controllare il cambio in maniera da adattarlo alle necessite0 cinesi. Anche io credo che la Cina proseguire0 aprendo al commercio in yuan a partire dai paesi con cui ha deficit commerciale, ma sare0 molto restia ad aprire ad una vera convertibilite0: saranno le banche centrali a controllare la convertibilite0 dello yuan.Cosa vuole evitare in questa maniera la Cina?In particolare dovrebbe cercare di evitare che, data la prospettiva di apprezzamento dello yuan, vi sia una corsa al cambio da valute di paesi con surplus commerciale con la cina verso lo yuan allo scopo di investimento in titoli di stato cinesi o per semplice scelta di accumulo di yuan.Parlo dei paesi con surplus commerciale con la cina perche8 per gli altri paesi il problema forse non si porre0 neppure: non potranno acquistare yuan a breve.I paesi che hanno invece surplus commerciale con la Cina andranno verso una controllata convertibilite0 che perf2 scoraggere0 e limitere0 la conversione in yuan per puri scopi speculativi.La Cina avre0 pur notato che troppe economie emergenti, forse il Brasile su tutte, stanno attirando troppi investimenti, c’e8 un eccesso di richiesta di real che tende a rafforzare il real mettendo a rischio l’export brasiliano. Questo ed altro vuol evitare la cina controllando la convertibilite0 dello yuan.Doveroso sottolineare che dietro a tutto questo c’e8 una differente percezione dell’economia: negli usa prevale l’idea liberista di mercato che deve esser libero, che si autoregola eccIn Cina lo stato e la banca centrale non lasciano l’economia a se stessa, ma intervengono massicciamente per promuovere lo sviluppo e il potere geopolitico cinesi. (ho esagerato nella distinzione, in realte0 anche negli usa la fed sa intervenire eccome, ma la bc cinese ancor pif9)E’ proprio una differenza culturale, storica, la Cina vine da decenni di stato , gli anglosassoni sono i custodi del liberismo, della tradizione del non intervento anche se keynes non era certo cinese Esattamente come si sostiene nell’intervista, anche io credo che le prospettive di usa e cina siano dal punto di vista monetario, nettamente migliori di quelle europee, ma soprattutto giapponesi. Questa europa senza stategie puf2 esser vittima di questa situazione, ma l’europa ha ancora alcune possibilite0, e8 questione di volonte0, sapre0 sfruttarle? La bce dovrebbe intraprendere una strada di maggior intervento con precisi obiettivi, abbandonando del tutto quell’idea di mercati che si autoregolano e di non intervento.Mi sembra invece pif9 complicata la situazione giapponese proprio per scarsa possibilite0 di trovare interventi fattibili, non per la scarsa volonte0 di intraprenderli, pagano le scelte di alcuni decenni fa.Credo perf2 che queste questioni andrebbero affrontate partendo da molto pif9 lontano, in particolare dalla descrizione della circolazione monetaria in questo sistema economico e dal legame tra questa circolazione monetaria e il deficit/surplus commerciale sarebbero necessarie troppe pagine.Credo anche che le scelte cinesi siano perfettamente coerenti con la comprensione di questa circolazione monetaria e di questo sistema economico, o meglio, con quella che e8 la mia idea di questo sistema.I motivi per i quali e8 importante il qe e per i quali e8 significativo il surplus commerciale cinese andrebbero secondo me analizzati partendo da molto lontano ma sarebbero necessarie troppe pagine.La Cina aprire0 al commercio in yuan con i paesi con cui ha defict commerciale, consentire0 a questi paesi di investire questi yuan che avranno accumulato.Ma questo non bastere0, molti paesi accumuleranno comunque riserve in yuan e non in titoli cinesi se il commercio internazionale in yuan si sviluppere0.La Cina sa anche che non e8 detto che sul lungo periodo non vi sia poi la volonte0 strategica di accumulare yuan.Ecco che per rimediare a questi problemi, all’uscita verso l’estero di yuan che resterebbero all’estero (sarebbe troppo lungo scrivere perche8 credo sia un problema economico) la Cina rispondere0 spingendo al massimo per la creazione nel proprio paese di un centro finanziario mondiale che attragga investimenti anche dall’estero.La Cina fa benissimo a spingere per la creazione di un polo finanziario di livello mondiale, dovre0 anche cercare di creare banche e fondi d’investimento che ricoprano un ruolo in parte istituzionale, in pratica, mentre il deficit commerciale cinese aumentere0, dovre0 esser anche la finanza a far rientrare yuan in cina, la borsa cinese dovre0 crescere, dovre0 esser spinta per attirare investimenti e limitare l’accumulo di yuan all’estero.Anche la fed in questi anni ha decisamente interesse a spingere la borsa usa.Resta sempre il problema di come far investire dall’estero nel proprio paese senza cedere il controllo di aziende e di una fetta dell’economia nazionale molto meglio far investire in bolle che poi scoppiano buona giornata!

  • Pasquale Aurilia

    sto guardando i film di zeiltgeist e si parla di cio con la federal reserve una cosa voglio chiedere perche aumentando denaro in circolazione i prezzi aumentano ? perche vista la richiesta ce bisogno che le aziende fanno delle modifiche tipo macchinari e so costretti aumentare o perche guardano la richiesta crescere e approffittano

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