Mode e tendenze fotografiche: quanti modi di auto fotografarsi esistono?

Selfie

Ogni cosa fa tendenza, abiti, scarpe, sciarpe, telefoni, borse, macchine e ovviamente fotografarsi. Con l’avanzare della tecnologia fotografare e fotografarsi non è stato mai così facile, noto tra i link di facebook che la vanità umana è all’apice della sua realizzazione.

Quanti modi di auto fotografarsi esistono? Leggevo che esiste la moda del fotografarsi a pancia sotto immobili come stoccafissi, oppure la moda di impostare l’autoscatto e scappare via dalla fotocamera, forse perché essere ripresi in un momento di fuga ci fa immaginare come saremmo veramente se fossimo in quelle condizioni, a patto che al ritorno della nostra scatto-fuga ritroviamo la nostra macchinetta sempre lì dove l’abbiamo lasciata.

Questa moda dell’auto-fotografarsi risponde ai mille dubbi del celebre libro di Pirandello “uno nessuno centomila”, è probabile, ma questa è una mia teoria, che l’essere umano abbia un bisogno incessante di sapere come il mondo esterno lo vede, in atti come la fuga o stendersi come degli stoccafissi, non ho ancora capito come potrebbero mai vederci degli estranei all’interno del nostro bagno attraverso uno specchio e con espressioni decisamente bizzarre.

Ci vedono nel momento in cui scattiamo la foto e poi la mostriamo sui social network, ma da questo punto di vista cade l’ipotesi di “uno nessuno centomila”. Quindi tornando alle mode, c’è dunque la moda, diffusa tra i ragazzi di ultima generazione, di fotografarsi in bagno, di fronte ad uno specchio. Questa “tecnica” prevede che ci si fotografi utilizzando il riflesso dello specchio, come se non fossi io stesso a fotografarmi ma qualcosa o qualcun altro,  insomma lo specchio in questo caso è l’altro.

Qualche anno fa è tornato di moda l’Horsemanning, ovvero uno stile fotografico che ha come fine l’illusione o l’impressione che il soggetto fotografato sia senza testa; ovviamente per realizzare questo scatto bisogna essere in due nella foto, un corpo ed una eventuale testa staccata. E’ curioso come questo modo di fotografare risalga agli anni venti e si ispiri alla leggenda di Sleepy Hollow ed oggi è tornato di moda. Una volta era usanza a Pisa fotografarsi sotto la torre dando l’impressione di esserne schiacciati, o sotto il “piede” di un amico giocando con la prospettiva illudendo lo spettatore che un gigante volesse spiaccicarci a suolo. Anche la fotografia professionale segue delle mode, delle tendenze, guai se così non fosse, che piattezza quest’arte meravigliosa di interpretazione del mondo.

Tecnica, conoscenza di tempi, diaframma, uso della profondità di campo e tutto ciò che ne consegue a cosa servirebbero senza queste bizzarre mode che persegue l’essere umano.

Ovviamente tutte queste mode e bizzarrie non appartengono alla fotografia professionale che invece oggi cerca di ritornare agli albori della fotografia, che ricerca con meticolosità il soggetto perfetto, la condizione perfetta. Tra le mode fotografiche ritorna anche la riscoperta di apparecchi fotografici appartenenti al secolo scorso, come la polaroid, lo scatto in analogico, l’uso della camera oscura. Il mondo fotografico è talmente alla portata di tutti, che chi lo vive per professione ricerca nuove tecniche e rivisita apparecchi fotografici per cercare di distanziarsi dalla massa e ridare alla fotografia il posto che si merita ovvero quello di arte. Ma la tecnologia, la nuova cultura galoppano ad una velocità supersonica.

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