Eurirs oggi il tasso fisso riduce la distanza dal variabile

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I mutui iniziano a cambiare pelle, il tasso fisso infatti si avvicina sempre di più a quello variabile grazie sopratutto alle prestazioni che l’Eurirs oggi raggiunge per via del terremoto che sta attraversando l’Europa.

Tutto quello che sta accadendo rende più interessante agli occhi del consumatore una soluzione di finanziamento che non contempli necessariamente il variabile ma che prende in considerazione anche quello fisso.

Il terremoto accennato prima è ovviamente legato alla Brexit (l’uscita della Gran Bretagna dall’euro sancita con il referendum) che ha determinato un rimescolamento generale delle carte in tavola in tutti i settori, quello dei mutui incluso, per via del calo generalizzato dei rendimenti legato ai titoli di Stato.

Ma cos’è il tasso fisso e come viene determinato? Nel momento in cui una banca vuole garantire questo tipo di offerta ad un proprio cliente ricorre a particolari accordi con altri istituti con cui si accolleranno il rischio al fine di non rischiare in caso di aventi speculativi e per evitare, in caso di oscillazione, di rimetterci cifre importanti, questi accordi si chiamano Swap, e generano l’IRS (Interest Rate Swap o Eurirs) che cambia valore a seconda del periodo nel quale viene contrattato.

Al fine di guadagnare la banca ha la necessità di realizzare il tasso IRS aggiungendo a questo la quota di guadagno per l’istituto denominata spread, la somma di questi due valori determina il tasso che il cliente pagherà sul mutuo che sta richiedendo.

Per comprenderne meglio la dinamica sarebbe utile informarsi attraverso dei portali specializzati come Fisso Variabile che dedica un’intera linea di articoli all’importanza dell’Eurirs oggi.

Bisogna sapere però che il parametro di riferimento per i finanziamenti a tasso fisso risulta essere quello tedesco grazie proprio alla sua solidità ed importanza nel panorama politico ed economico europeo, per cui nel momento in cui questo tasso scende, scenderà anche l’Eurirs e come diretta conseguenza si abbasserà anche il costo del mutuo a tutto vantaggio dei clienti della banca (non dimentichiamo però che a questo deve sempre essere aggiunto lo spread che è il guadagno vero e proprio dell’istituto di credito).

Le operazioni di accordi tra banche sono dei veri e propri contratti che hanno una durata temporale che può oscillare da un anno fino ad arrivare a 30 anni, accordi dai quali viene generato un valore che si utilizza come parametro per l’indicizzazione dei mutui a tasso fisso che, ricordiamo, sono i finanziamenti che hanno come caratteristica principale l’importo della rata costante nel tempo e non soggetta ad alcuna oscillazione di mercato, contrariamente a quanto avviene, invece, con i mutui a tasso variabile i quali presentano la prerogativa di una rata mensile che può modificarsi nel corso del tempo a causa proprio dell’oscillazione dei mercati di riferimento.

Irs oggi consente esattamente di usufruire di questa opportunità, basti pensare che in soli cinque mesi, da febbraio a luglio, il suo valore si è decisamente dimezzato favorendo l’aumento delle richieste di sottoscrizione mutui a tasso fisso a discapito di quello variabile che fino a diverso tempo fa risultava essere la prima scelta dei consumatori.

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