Cos’è la ditta individuale e quali tasse si pagano?

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Molte persone che decidono di aprire un’attività, hanno alcuni problemi a individuare la forma giuridica che fa al caso proprio, in questo articolo parleremo della ditta individuale, una forma societaria semplice per chi vuole lavorare in proprio.

Ditta individuale, definizione

La ditta individuale è la forma giuridica più semplice per aprire un’attività, perché non sono richiesti particolari adempimenti; si ha nel caso in cui una persona fisica intraprende un’attività economica al fine di produrre o scambiare beni o servizi, coordinando e organizzando per la sua finalità i fattori produttivi, ovvero, lavoro e capitale, assumendosi in prima persona il rischio.

Questo vuol dire che il responsabile dell’attività è il titolare della ditta individuale, ed è quest’ultimo ad avere esposto per tutto il suo patrimonio al rischio d’impresa.

La ditta individuale è la scelta giusta se si tratta di investire piccoli capitali e non si hanno soci, è regolata dall’articolo 2082 del codice civile; l’imprenditore viene inteso come colui che esercita professionalmente un’attività economica finalizzato alla produzione o allo scambio di beni o servizi, possono essere assunti collaboratori e personale.

Come aprire una ditta individuale?

Per aprire una ditta individuale ci sono alcune pratiche burocratiche da fare, come prima cosa bisogna aprire la partita iva, poi registrarsi nel registro delle imprese, iscriversi all’INPS e all’INAIL, il tutto possibile, a parte dal 2010 con una comunicazione unica.

La tassazione della ditta individuale

Purtroppo, in Italia, l’imprenditore individuale deve impegnarsi a pagare varie tasse come INPS, INAIL, IVA e IRAP, quest’ultimo indicato con il codice tributo 3813, nonché la tasse sul guadagno.

In questo caso, per adempiere ai vari obblighi, è consigliabile affidarsi a un commercialista, un professionista che porterà la contabilità e aiuterà il titolare dell’attività a non avere dimenticanze o ritardi nei pagamenti della tasse.

Nonostante i vari governi abbiano attuato delle azioni per abbassare le tasse o ridurle, nel nostro paese sono comunque molte e troppo elevate, all’estero la situazione è diversa e più conveniente, in particolare in Irlanda, Regno Unito, Austria, Svizzera e Germania.

Nessun invito a spostarsi all’estero per aprire la propria ditta individuale e avere una migliore tassazione ditta individuale, ma un semplice ragionamento su come la situazione tributaria italiana sia una delle più pesanti in Europa, si spera che con il tempo, vengano attuate nuove misure per alleggerire le tasse e snellire ulteriormente la burocrazia.

A chi conviene sceglierla?

Premettendo che chiunque può aprire una ditta individuale, ci sono alcune attività che vengono preferite, in genera, si tratta di quei mestieri, arti e professioni che prevedono l’imprenditore come unico titolare come: architetto, ingegnere, commercialista, cosmetologo, medico, massaggiatore, consulenti, parrucchieri, elettricisti, ect…

Tra i vantaggi di aprire una ditta individuale c’è la rapidità delle tempistiche di costituzione, le ridotte spese per la costituzione, la tenuta della contabilità molto semplice, la velocità e la flessibilità decisionale, minori costi di gestione e nessun obbligo di redigere il bilancio di fine anno.

Tra gli svantaggi c’è la responsabilità illimitata verso terzi creditori, l’apporto delle sole risorse del titolare, l’assenza di soci con cui avere un confronto, la limitata affidabilità creditizia e alcuni svantaggi fiscali, perché, in caso di utili netti elevati, questi vengono aggiunti ai  redditi complessivi del titolare che paga le tasse in base a quanto dichiarato come reddito di ditta individuale, il che vuol dire maggiori uscite tributarie.

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