Che cosa aspettarsi dall’economia italiana nel 2017?

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Secondo i dati Istat, l’economia italiana sta accelerando e prevede un incremento del PIL dello 0,9%. La nota di maggio dell’Istituto ha registrato un miglioramento “trainato dai consumi e dal settore di servizi”. Purtroppo, anche se l’indicatore resta positivo, il clima di fiducia sembra peggiorare.

L’Istat ci comunica che la disoccupazione frena, i consumi crescono e i servizi trainano il PIL. La fotografia presentata a maggio parla chiaramente in un Paese in accelerazione. Sembra che ci stiamo rafforzando e pian piano ci avviciniamo ai nostri vicini europei, ma i risultati non sono così strabilianti come si può pensare.

Proviamo a guardare cosa ci aspetta realmente per questo 2017!

Economia Italia: prospettive sui consumi delle famiglie

In questo caso, il gioco delle percentuali va seguito con attenzione. L’Istat dice che il potere d’acquisto degli italiani è cresciuto dell’1,1%, ma, nonostante questo, i consumi sono diminuiti rispetto al primo trimestre 2016. Le previsioni per il 2017, però, prevedono che, grazie all’inflazione, i consumi avranno un incremento dell’1,1%. Sicuramente la frenata dell’economia americana aiuta a mantenere i ritmi di moderatissima crescita nell’area Euro. Tra le spese delle famiglie si nota una contrazione dei beni semidurevoli con un calo del -0,8%, mentre crescono gli acquisti di beni durevoli che si attestano sull’1,1%.

Il settore lavoro ha visto una lieve flessione positiva nei settori dei servizi e nell’industria, mentre cala ancora il settore delle costruzioni.

Prospettive Istat sugli investimenti e commercio estero

Per il 2017 si prevede un incremento degli investimenti del 2,7% in più rispetto al 2016. Mentre le esportazioni prevedono una notevole crescita, se si considera che nel 2016, nei primi nove mesi, sono cresciute del 3%. Per il 2017 previsto un saldo commerciale attivo con un aumento del 3,4%. L’indicatore anticipatore mantiene il suo impegno a segnalare miglioramenti dell’attività economica.

Il quadro internazionale

Anche la Commissione Europea (fonte http://www.e-conomy.it) conferma la crescita dell’Italia, lenta ma costante. Il rallentamento del dollaro aiuta a consolidare la crescita dell’area euro. Nel nostro Paese, a fare da trainer, sono il Pil e l’occupazione. L’andamento delle nazioni che aderiscono al mercato europeo influisce sulla crescita lenta. La mancanza di regole certe e uguali per tutti, tende a creare incertezza e insoddisfazione, per questo motivo gli imprenditori nutrono ancora molta sfiducia. Sentimento che pesa negativamente sul piatto della bilancia.

Gli imprenditori che, infatti, stanno alla finestra a guardare come vanno le cose, creano una situazione viziosa. Mancanza d’investimenti, niente posti nuovi di lavoro, niente spese.

Nel 2017 ci si potrà aspettare qualche lieve miglioramento ma, senza quella spinta decisiva ed energica, ci vorranno ancora diversi anni per poter dire di aver superato la crisi.

L’insicurezza politica, il costo del lavoro, la mancanza di regole precise e semplici non aiutano a rompere le catene che tengono il settore industriale italiano inchiodato ai blocchi di partenza.

D’altro canto, anche la momentanea crisi del dollaro, non può essere considerata una base stabile su cui costruire l’economia di un Paese.

Il 2017 sarà un anno che ci vede nel limbo ma importante e decisivo per capire se poi ci sarà permesso lavorare per entrare in paradiso o se saremo rigettati nell’inferno.

Solo se l’Italia riuscirà a mostrare di poter giocare un ruolo chiave trai i potenti dell’Europa, avrà l’occasione di incominciare a vedere la luce, diversamente, saranno sempre i Paesi più potenti a farci le carte in mane e a portarci via, pian piano, tutto quello che funziona.

Indipendentemente dalla situazione economica internazionale, l’Italia ha bisogno di una classe politica decisa che si sappia imporre e non che passi il tempo a litigare per problemi inesistenti.

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