Come si vive in Ungheria? C’è lavoro? Quanto si guadagna?

Ungheria-parlamento

L’incerta situazione economia e politica italiana, spinge molti giovani e non, a provare esperienze lavorative e di vita all’estero. Alle mete più gettonate, come Inghilterra, Germania o Stati Uniti, si stanno aggiungendo altre, che finora erano giudicate perlomeno bizzarre, perchè inusuali, come l’Ungheria. Non a caso da sempre, agli italiani trasferitisi nella nazione magiara, viene chiesto con tono alquanto sorpreso: “In Ungheria? E perchè proprio li?“. Evidentemente se si opta per una destinazione non comune, diventa quasi un obbligo spiegare i motivi della propria scelta. Ma appunto, perchè l’Ungheria? L’Ungheria ha dalla sua, il fatto di risultare per diversi motivi, una meta esotica a due passi da casa. Come a voler dire: “mollo tutto ma non troppo“.
La vicinanza con l’Italia e gli economici viaggi, hanno infatti spinto molti italiani a visitare la capitale magiara, anche per una breve vacanza. Italiani che, dopo aver ammirato di persona la bellezza dei luoghi e per i maschietti, delle ragazze ungheresi, partoriscono l’idea del “mi trasferisco in Ungheria“. Ma in effetti dell’Ungheria, a parte le ragazze, si sa ben poco. Chi ha intenzione di trasferirsi per viverci,  deve trovare informazioni utili. Un modo veloce per colmare questo vuoto, è quello di chiedere direttamente agli italiani che in Ungheria già ci vivono. Ed è proprio a questi italiani, che capita sempre più spesso di sentirsi chiedere: “Come si vive in Ungheria? C’è lavoro? Quanto si guadagna?“. Domande che creano non poco imbarazzo, perchè la risposta è di una tale complessità che non si può liquidare chi pone la domanda, solo con un “si sta bene” o “si sta male“.
Esistono diversi gruppi su facebook, come Italiani in Ungheria, Italiani a Budapest e UngheriaItalia stessi colori, dove è possibile chiedere e ricevere ogni tipo di aiuto e consiglio. Non di rado, in questi stessi gruppi, è possibile leggere i commenti dei “veterani“, ovvero degli italiani che da decenni vivono in Ungheria, che ricordano come per loro fosse stato tutto ben più difficile. Oggi invece, con i social network, la possibilità di scambiare informazioni in tempo reale e di comunicare con un gran numero di persone, rende le cose un pò più facili. Ma nelle risposte alla domanda “come si vive in Ungheria“, sono ovviamente travasate le diverse esperienze personali. Ognuna di esse rappresenta solo una delle tante sfaccettature, che compongono il complesso quadro delle esperienze degli italiani in Ungheria. Ma è normale che sia cosi. Una persona non può far altro che rispondere, raccontando la sua personale esperienza o al massimo di qualcuno che conosce. E chi ascolta potrà farsi un’idea, appunto raccogliendo varie esperienze, ma alla fine a contare sarà solo la sua. Per essere più chiaro, prima di partire per il servizio militare chiedevo a un sacco di ragazzi: “com’è il militare?”. Le tante risposte ricevute erano cosi differenti, che riuscii solo a capire che avrei fatto la mia esperienza, unica e personale, come tutte quelle che avevo ascoltato.

Molti italiani si trasferiscono in Ungheria, avendo già in tasca un contratto di lavoro, ottenuto dopo aver inviato il proprio curriculum, magari a una delle tante multinazionali presenti. Lavorare nelle multinazionali, significa percepire uno stipendio più alto rispetto a quello medio e quindi anche di non calarsi perfettamente o di conoscere solo parzialmente qual è la realtà lavorativa in Ungheria. Questo potrebbe spingerli a dire “in Ungheria si sta bene“, rischiando però di dipingere un’immagine non veritiera rispetto alla reale situazione. Ma qual è la situazione? Ho cercato di raccogliere quante più informazioni possibili, sulle attività lavorative in Ungheria, in modo da creare un quadro, quanto più completo e vicino alla realtà. Poi ovviamente ognuno vivrà la sua personale esperienza, anche in base alle proprie conoscenze e capacità. Non è un segreto che gli stipendi ungheresi sono più bassi di quelli italiani, cosi come il costo della vita, ma ci sono molti distinguo cui tener conto.

In Ungheria esiste un salario minimo e nessun lavoratore può percepire meno. Attualmente il salario minimo lordo di un lavoratore non specializzato, è di 98000 fiorini (64000 netti, cioè circa 210 euro). Lo stipendio medio invece, cosi come pure il costo della vita, varia da regione a regione. Gli stipendi più alti sono a ovest (143 mila fiorini nella regione di Gyor) e diminuiscono man mano che ci si sposta verso est (nella regione di Bekes scendiamo a 104 mila fiorini). I più alti in assoluto sono però a Budapest (179 mila fiorini). Nelle numerose multinazionali, perlopiù presenti a Budapest, lo stipendio base è di 200 mila fiorini. Il costo della vita a Budapest è pressocchè uguale a quello degli altri paesi europei.
I lavori pubblici sono suddivisi in classi (dalla A alla J) e gli stipendi dei dipendenti pubblici, sono calcolati in base alla classe e al grado di appartenenza (che aumenta per anzianità). La classe più bassa è la A: i lavori appartenenti a questa classe, sono quelli che non necessitano di conoscere un mestiere. La più alta è la J, a cui appartengono quei lavori, per svolgere i quali è necessario aver ottenuto un dottorato accademico. L’operatore ecologico appartiene alla classe A. Un neo assunto percepirà uno stipendio di 69 mila fiorini, ma raggiunto il grado più alto (14), ne guadagnerà 87112,5. Se si svolge un attività pubblica inserita nella classe J,  si inizierà con uno stipendio di 154500 fiorini, che aumenterà con l’anzianità di servizio. Esiste una tabella, dove è possibile visionare lo stipendio base di ogni classe e il coefficiente moltiplicatore corrispondente ad ogni grado. Questa tabella è bloccata al gennaio 2008: il che vuol dire che da 5 anni gli stipendi sono bloccati. Anche la 13esima è stata da tempo abolita. Con l’inflazione in crescita (è salita del 4% nell’ultimo anno) e con l’iva è passata dal 25 al 27% dal gennaio 2012 è quindi diminuito il potere d’acquisto.

Il tasso di disoccupazione in Ungheria, era sceso al 10,5 % nel trimestre maggio-luglio 2012, per poi risalire al 10,6 % tra settembre e novembre. Negli ultimi mesi è salito alll’11,2%, seguendo sostanzialmente la tendenza di altri paesi europei. I dati ufficiali non tengono però conto del lavoro nero, quello svolto non per arricchirsi, ma per arrotondare. Un insegnante delle elementari guadagna 109 mila fiorini, uno delle superiori 114 mila, ma se per esempio insegna da più di 20 anni arriva a percepire anche 139 mila. Ma per capirci, 139 mila fiorini non bastano se, nonostante la casa di proprietà, si mantengono dei figli a scuola, magari fuorisede. Per questo un insegnante deve arrotondare impartendo lezioni private. Un paio di ore al giorno, da aggiugersi alle 8 lavorative, permetteranno di avere un’ ulteriore entrata fra 40 e 50 mila fiorini. Ovviamanente gli insegnanti da cui ho ottenuto queste informazioni, hanno detto che avrebbero preferito guadagnare un pò di più dal loro lavoro principale, cosi da non dover lavorare anche a casa.

Un medico di famiglia, percepisce uno stipendio di 120 mila fiorini, un medico in ospedale all’inizio dell’attività 135 mila, un infermiere 88 mila, mentre un infermiere con esperienza 115 mila fiorini. Un autista di treni guadagna 210 mila fiorini e un poliziotto 126 mila. Nettamente inferiori sono gli stipendi medi per parrucchieri (70mila), falegnami (76mila) ed elettricisti (95mila), tutti ovviamente costretti a cercare lavori extra, fuori dall’orario lavorativo. Il lavoro c’è per chi vuole lavorare, ma questo ovviamente richiede un grande spirito di sacrificio, perchè alla fine si finisce per passare gran parte della giornata a lavorare.
Lo stipendio di un funzionario pubblico (Köztisztviselői és kormánytisztviselői bérek) viene calcolato, partendo da una base di 38650 fiorini, che va moltiplicato anche qui per un coefficiente moltiplicatore, che aumenta in base agli anni di servizio.

Gli anziani sono quasi tutti possessori di case, quindi senza un mutuo o un affitto da pagare e nonostante pensioni spesso da fame, riescono a far quadrare i conti a fine mese. A detta anche dei loro figli, pur abili nell’arrangiarsi, i loro genitori sono dei grandi maestri. A seconda della pensione percepita, adeguano le spese per il cibo, per i vestiti e per le bollette. In Ungheria a parte Budapest e alcune grandi città, la gente non vive in appartamenti. Si tratta quasi sempre di abitazioni con annesso terreno (almeno 100 metri quadri), con una parte adibita a giardino e l’altra a vero e proprio orto, dal quale poter ricavare tutta la verdura, che sarà utilizzata per tutto l’anno. Uva, pomodori, insalata, melanzane, senza contare mele, prugne, noci, ciliege, pere, albicocche raccolte dagli alberi, costituiscono una fonte importante di risparmio, oltre a garantire la qualità del cibo mangiato. Certo, c’è da zappare la terra, rivangarla, seminarla e annaffiare, ma sono attività che un pensionato svolgerà con piacere, perchè lo terranno occupato per quasi tutta la giornata. E se gli acciacchi dovuti all’età, dovessero impedire di svolgere queste attività, in ogni paese non è difficile trovare qualche giovane volenteroso, che per pochi fiorini, li aiuterà nei lavori più pesanti. Ovviamente non manca in questi terreni, la presenza di galline dalle quali ricavare uova fresche. Nei villaggi rurali, molte famiglie hanno mucche o maiali, che rappresentano una fonte importante di latte e carne. L’oro dell’Ungheria è rappresentato dall’acqua, di cui il sottosuolo è pieno, con la quale viene innaffiata la terra (è’ sufficiente scavare 5 metri per trovarla) mentre a 20 metri sotto terra si trova l’acqua artesiana.

Altri dati interessanti, sopratutto per i giovani che volessero trasferirsi in Ungheria, riguardano il costo per il divertimento. Buone notizie in tal senso: per esperienza personale posso dire che per divertirsi basta poco.
L’ ingresso della maggiorparte delle discoteche è gratuito, in alcune si paga poco (un paio di euro) o si entra gratis se si ha almeno 30 anni. Il costo medio di un cocktail è di circa 4 euro.
Per chi volesse trasferirsi credo sia importante ricevere informazioni sulla cucina ungherese. A me piace molto. Continuo a far colazione all’italiana, con un caffè o cappuccino e una briosche. Ma sono contento di aver conosciuto i főzelék (verdure cotte in umido con farina e panna acida) e ho quasi completamente sostituito la pasta a pranzo. Mangio a modo mio, perchè salto quasi sempre i vari leves (brodo) che precedono il successivo piatto unico, anche se adoro alcuni di essi come il tojas leves. Fra i piatti unici ungheresi i miei preferiti sono il vadas, il rakott krumpli, il lángos e il gulyas. I dolci sono buonissimi, io sono ghiotto del semplice somlói galuska e del gesztenyepüré e amo molto la palacsinta, una sorta di crêpe francese. Quando sento la necessità o la nostalgia di un cibo italiano, semplicemente lo cucino, anche se non è raro vedere, sopratutto nelle case delle famiglie miste, alcuni primi piatti come la bolognese,  la milanese, le lasagne. E personalmente sono riuscito a introdurre con successo anche la parmigiana. A limitare il mio consumo di cibo italiano non è stato la difficoltà di reperimento. I centri commerciali abbondano di prodotti italiani. E a Budapest, ci sono molti negozi alimentari, specializzati nella vendita di prodotti italiani. Il costo dei generi alimentari d’importazione, è ovviamente più alto rispetto al costo dello stesso prodotto acquistato in Italia. Ma come detto, essendomi convertito per l’80% alla cucina ungherese, personalmente non ne risento. Ma avrebbe potuto essere un problema.

Discorso a parte merita la lingua ungherese. Si può vivere a Budapest, quindi lavorare e sopravvivere, anche non conoscendo l’ungherese. Ma questo non vuol dire che non serva impararlo. Non ci si sentirà mai integrati, senza poter parlare nella lingua magiara. Per molti italiani impararla è maledettamente difficile, qualcuno vi ha addirittura rinunciato visti gli insuccessi. Ci vuole pazienza e sopratutto tanta, tanta conversazione.

In conclusione posso dire che in Ungheria ognuno si arrangia come può e ungherese o straniero che sia, ha trovato la sua personale soluzione per sopravvivere. A chi dovesse chiedere “come si sta in Ungheria” è impossibile rispondere brevemente, anche perchè sarebbe un grave errore generalizzare. Personalmente mi sentirei di dire “Provaci, vieni a vivere per un anno, male che vada avrai fatto una esperienza internazionale, utile per la tua vita“.