Come aprire un temporary shop

Negozio vestiti

Se stai pensando di investire nel mondo del fashion retail o cerchi più informazioni sul come aprire un negozio di abbigliamento, devi sapere che oggi una grande opportunità di business in questo settore è l’apertura di un temporary shop.

Non ne hai mai sentito parlare? Allora ti spiego subito di cosa si tratta.

I temporary shop sono dei veri e propri punti vendita a tempo, aperti per un periodo limitato che va da una settimana a sei mesi.

Il fine di questi negozi è legato a questioni di marketing, perché chi li avvia lo fa con l’obiettivo o di pubblicizzare un brand, o di far conoscere un prodotto e testare la risposta da parte dei potenziali clienti oppure di fidelizzare quelli già acquisiti con la presenza, in un dato periodo dell’anno (ad esempio Natale), in una zona o una città dove la richiesta dei propri capi è particolarmente alta.

All’interno di questi punti vendita, infatti, è facile trovare collezioni in edizione limitata, anche a prezzo promozionale, che rappresentano per l’utente un’occasione d’acquisto imperdibile.

Nati in Inghilterra ad inizio 2000, i negozi a tempo hanno trovato la loro definitiva consacrazione negli ultimi anni quando marchi di fama internazionale come Armani, Zara e Louis Vuitton hanno aperto i loro temporary outlet, adottato questa strategia commerciale sia per testare il pubblico che per promuoversi.

In particolare, il successo dei temporary è legato a logiche innovative, perché questi negozi si auto-finanziano tramite le vendite effettuate; così facendo, pesano poco o nulla sulle casse dell’azienda che li apre perché, a differenza degli store tradizionali, non richiedono costi fissi da affrontare.

In più, piacciono molto ai potenziali clienti che, colpiti dalla loro esclusività, si sentono fortunati e privilegiati ad acquistare capi non disponibili a tutti.

Come aprire un temporary shop

Pur trattandosi di un negozio che ha breve durata, aprire un temporary shop non è meno impegnativo di un normale punto vendita fisico.

Anche in questo caso, infatti, è necessario pianificare una strategia adeguata, che tenga conto di 4 regole fondamentali che sono:

  1. Collocazione: per avere un temporary di successo è importante che la sua posizione sia in un luogo con elevato traffico pedonale, possibilmente accanto ad altri negozi che trattano prodotti affini o si rivolgano allo stesso target di clienti
  2. Attesa: è necessario realizzare una campagna di comunicazione che generi attesa prima dell’apertura, incuriosisca gli utenti e punti tutto sull’eccezionalità del negozio e sul fatto che resterà aperto solo per un periodo di tempo limitato
  3. Inaugurazione: una volta creata l’attesa, questa non dev’essere elusa con una festa al di sotto delle aspettative. Pertanto è bene creare un grande evento per l’inaugurazione, proponendo sconti e promozioni per chi partecipa
  4. Pubblicità: i social media e il web (ma anche i media tradizionali) sono ottimi strumenti per veicolare l’immagine del punto vendita sia prima che durante l’attività. Utilizzare tutti i canali a disposizione è vitale per espandere quanto più possibile il messaggio principale di ogni temporary e cioè la tempistica, trasmettendo al potenziale cliente sia la convenienza che la necessità di affrettarsi ad acquistare e non perdere un’occasione più unica che rara.

Temporary shop normativa

Nonostante sia un negozio attivo solo per un dato periodo, per aprire un temporary è comunque necessaria la partita Iva, l’iscrizione al registro delle imprese, all’INPS commercianti e la compilazione del modello SCIA, sia per l’apertura che per la cessazione dell’attività

E per quel che riguarda i temporary shop costi?

Sono gli stessi di un negozio normale e riguardano il mantenimento della partita IVA, che sarà comunque ridotto visto il pagamento su base mensile, il commercialista che dovrà aprirla e tenere la contabilità, l’iscrizione al registro delle imprese (37,50 € totali) e i contributi INPS sia per se e per gli eventuali dipendenti. Ovviamente, anche in questo caso la cifra dipende dal reddito dell’impresa che, trattandosi di un negozio a tempo, difficilmente sarà superiore ai 500 €.

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