C’erano una volta le rapine in banca

Bonnie-Clyde

C’erano una volta le rapine in banca, da quelle ad opera di banditi a cavallo che abbiamo ammirato nei film western, a quelle violente dei film italiani degli anni 80, fino a quelle più ingegnose e condotte con soluzioni spettacolari dei film americani. In ognuna di queste erano le banche, custodi dei risparmi dei cittadini, a essere rapinate. Ditemi chi di voi avrebbe mai potuto immaginare che un giorno, sarebbe stato il contrario. Chi avrebbe mai immaginato che sarebbe stato il cittadino, entrando in banca, a vedersi puntare contro una pistola? Chi avrebbe mai immaginato che sarebbero state le banche a rapinare i cittadini? A dire il vero non si tratta di una novità. Ventuno anni fa, i primi a subire un prelievo forzoso furono proprio gli italiani, ad opera del governo Amato che, precisamente nella notte fra il 9 e il 10 luglio 1992, alleggerí i conti correnti del 6 per mille. Oggi stiamo tutti assistendo alla rapina subita dai ciprioti. Il prelievo questa volta è di entità molto più grande: si va dal 40% sui conti correnti di Bank of Cyprus superiori ai 100 mila euro, ad un probabile 80% su quelli di Laiki Bank. Insomma prima le pistole venivano puntate contro le banche, adesso contro i cittadini, avviene esattamente il contrario. Ovviamente nessuno sta facendo nulla, siamo diventati cosi passivi che accettiamo di tutto. Anche di essere rapinati dalle banche. Anche se il salvataggio in realtà affonderà definitivamente l’economia dell’isola. Purtroppo siamo solo buoni a lamentarci. Ma per fortuna di fornte alle nostre preoccupazioni di contagio, ci pensano i nostri politici a rassicurarci (sulla base di cosa?) sul fatto che questo in Italia non potrà mai accadere: scommettiamo? Intanto le borse dopo la conferma del prelievo forzoso ai conti correnti ciprioti, hanno chiuso in calo. Che strano, non era la notizia che aspettavano per la stabilità europea? Qualcosa mi dice che avrebbero al ribasso anche se il prelievo forzoso fosse stato bloccato, magari con la scusa che questa azione destabilizzava l’europa. A me pare di aver capito che questa del prelievo forzoso, nonostante le vacue rassicurazioni diventerà prassi. Anzi ne sono convinto. In questi giorni si alzano da più parti le voci di ministri ed esperti di economia che mostrano una non velata euforia all’idea del prelievo forzoso. Solo alcuni giorni fa, il capo economista di Commerzbank, Jörg Krämer,  ha parlato di un’imposta patrimoniale del 15% sulle attività finanziarie dei risparmiatori italiani (titoli di stato, obbligazioni conti correnti), cosi da ridurre il debito pubblico entro il 100% del Pil. Ci sono altre nazioni da salvare (chi sarà la prossima?) e questa idea sembra trovare  consensi anche fra la popolazione, che vede in essa una forma di giustiza sociale: finalmente pagano anche i ricchi. Nel frattempo le agenzie di rating, continuano l’incessante lavoro di sfiancamento ai danni dell’Italia, fino a quando riusciranno a portare il nostro rating a livello spazzatura.

Un commento

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