Come e perché è nata la cartomanzia

Carta tarocchi

Lo scorso anno più di 10 milioni di italiani si sono hanno cercato nelle carte un consiglio su una situazione incerta. Il trend è in crescita sopratutto grazie alla nascita di sempre più servizi che offrono cartomanzia a basso costo. L’arte della divinazione accompagna da sempre il genere umano. Guardando gli astri o le viscere di animali sacrificati, sacerdoti e medium hanno cercato di interpretare i segni per provare a comprendere il volere di qualche divinità, scoprire l’esito di una battaglia, interpretare il destino e conoscere il futuro. Tra le forme di divinazione maggiormente diffuse nel corso della storia sicuramente figura la cartomanzia. L’arte della divinazione attraverso l’interpretazione delle carte ha sempre goduto di un certo successo e a resistere ai cambiamenti di vita e di abitudini delle persone.

Cos’è la cartomanzia

Etimologicamente, la parola cartomanzia è composta dalle parole carte e manteia che significa divinazione. La cartomanzia è dunque l’arte di divinazione tramite le carte dai caratteri fortemente allegorici. Infatti si tratta principalmente di interpretare simboli e figure estratti da un mazzo di carte così che le informazioni da qui ricavate possano essere un aiuto per chi si affida a questi servizi. La cartomanzia non è un metodo di previsione del futuro né uno strumento di manipolazione del destino ma solo uno strumento di introspezione.

La storia della cartomanzia

Quando e perché nasce la cartomanzia non sono informazioni certe. Esistono varie versioni sulle origini di questa arte che vanta radici lontane e antichissime. Molti studiosi tendono ad affermare che già gli antichi Greci erano soliti affidarsi alla simbologia delle carte accostandola ad altre forme di divinazione come l’analisi delle viscere o l’interpretazione del volo degli uccelli. Lo scopo era quello di comprendere la volontà divina e cercare la guida o l’approvazione degli dei. Un’altra versione è quella che collega le origini della cartomanzia alla Cine del 12° secolo: questa è la teoria più accreditata in quanto le carte sono state inventate dai cinesi e, molto probabilmente, di conseguenza anche la cartomanzia. Anche nel Medioevo italiano le carte sono state utilizzate a scopo divinatorio anche se come strumento di scelta casuale. Per questo motivo molti storici collegano la nascita delle carte al Bel Paese ed esistono numerosi libri e reperti a testimonianza di tale teoria: Francesco Marcolini da Forlì pubblicò nel 1540 un libro con 36 carte che serviva a fornire una serie di risposte ad alcune domande scelte dal lettore. Il XVII secolo, invece, ci porta in Inghilterra dove Dorman Newman pubblicò un mazzo di carte con usi premonitivi. Queste carte furono poi acquistate da John Lenthall ed è stato dimostrato che contenevano il testo della premonizione e le regole per la pesca delle carte. Le prime testimonianze certe della cartomanzia risalgono alla fine del Settecento quando a Parigi venne pubblicato il libro dell’autore Etteilla che spiega l’uso delle normali carte da gioco per la divinazione. La prima cartomante della storia della cartomanzia è la francese Marie Adelaide Lenormand, meglio conosciuta come Mademoiselle Lenormand, e che darà il nome ad un mazzo definito Sibilla Lenormand. Il periodo d’oro della cartomanzia inizia con l’Ottocento.

Il motivo di tanto interesse verso la cartomanzia deriva dal fatto che tramite l’interpretazione delle carte e dei simboli estratti si poteva intuire il destino di una persona o scoprire le possibili conseguenze di una decisione.

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